La flexografia - o flessografia - è un metodo di stampa rotativa diretta, simile alla tipografia, che utilizza matrici rilievografiche in gomma o in fotopolimero. Nel gruppo stampa flessografico l’inchiostro viene trasportato dal calamaio con un rullo inchiostratore detto anilox. L’inchiostro di consistenza liquida si stacca dalle cavità delle cellette dell’alinox e “bagna” la superficie del cliché che ha una tensione superficiale superiore a quella dell’alinox stesso.
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Le lastre polimeriche di spessore variabile vengono incise ed esposte ai raggi UV nelle apposite macchine. La lastra è quindi pronta per l’incisione e i materiali in eccesso vengono asportati mediante lavaggio con solventi. Successivamente, la matrice è fissata mediante lampade a raggi UVA e UVC.
Una segnalazione la merita anche il PVC classico materiale per vaschette.

POLIVINILCLORURO PVC
ha la struttra simile a quella del polietilene ma ciascun gruppo contiene un atomo di cloro che lo rende sensibile ad
alcuni solventi. Il PVC ha una discreta barriera all'ossigeno, una buona resistenza agli oli ed una buona trasparenza.
molto usato nell'imballaggio con accoppiato polietilene o coestrusi di EVOH, funziona perfettamente come vaschetta
semirigida. Perfettamente termoformabile, ha avuto negli anni un notevole incremento nel confezionamento in atmosfera
protettiva. Mescolato con estere ftalico diventa morbido e flessibile.

POLIPROPILENE
E' ottenuto per polimerizzazione catalitica del propilene.
la sua conformazione chimica è simile a quella del polietilene ma ogni unità
della catena presenta un gruppo metilico molto trasparente, è inattaccabile dai solventi a temperatura ambiente; è più debole
del polietilene agli agenti fortemente ossidanti a causa del gruppo metilico.
l tipo utilizzato negli imballaggi è l'isotattico.viene prodotto in due tipi:
AST
iene estruso sia in testa piana che a bolla con spessori variabili da 20 a 300 micron
seconda dell'utilizzazione. Ottimo sia in pastorizzazione che in sterilizzazione, regge
emperature fino a 140 °C per lungo tempo.
BIORIENTATO
viene stirati sia in senso longitudinale che trasversale durante l'estrusione.
ha ottima stampabilità dopo trattamento, ha scarsa saldabilità in quanto la memoria
data durante lo stiro per l'orientamento, produce il suo effetto già a 70/80 °C. notevolmente
più rigido del CAST, pur migliorando la barriera, non raggiunge i valori necessari per
proteggere gli alimenti.

POPOLIMERO EVA -LDPE+EVA
Si ottiene per co-polimerizzazione dell'etilene con acetato di vinile.
Con EVA si intende etilvinilacetato. L'aggiunta di EVA abbassa notevolmente la temperatura
di saldabilità del polietilene. può essere aggiunto sia in fase gassosa (durante la co-polimerizzazione) che in fase meccanica
mescolato al granulo prima dell'estrusione).

POLIESTERE PET
Il polietilentereftalato è ottenuto per condensazione dell'acido tereftalico con glicolentilinico.
può essere considerato il materiale per eccellenza nel confezionamento di prodotti alimentari.
le sue produzioni variano da 7 a 500 micron. A spessori molto bassi viene utilizzato come
supporto di stampa per la sua rigidità ed elevata resistenza meccanica. Viene accoppiato con
film di polipropilene ee/o polietilene per prodotti da sterilizzare in quanto ha un'elevata
resistenza alle alte temperature. Si produce in vari spessori e tipi:
PET 12/20 micron
PET/R150-200 micron
PET/R 150/200 micron

PET 12-20 micron
può essere tale e quale o laccato con PVDC (polivinildencloruro), detto comunemente SARAN (PET/X). Il poliestere
saranizzato oltre alle caratteristiche generali del PET, ha anche un'elevata barriera all'ossigeno che lo rende utilizzabile
per imballi sottovuoto o in atmosfera protettiva.
Il PET 12 micron viene normalmente utilizzato per il confezionamento di prodotti ove non è richiesta una barriera
all'ossigeno , come per esempio per il mascarpone, gorgonzola e prodotti che generalmente dovrebbero respirare.

NYLON(OPA)
Ottenuta per polimerizzazione del caprolattame, è una poliammide.
E' uno dei materiali di maggior utilizzo nell'imballaggio di prodotti alimentari.
OPA ORIENTED POLIAMMIDE
negli anni Ottanta, caduto il monopolio, ha avuto un notevole sviluppo ed oggi in alcune applicazioni è il materiale
per eccellenza, per esempio: OPA+LDPE per l'imballo della mozzarella.
la sua applicazione negli anni Novanta si è ulteriormente allargata sia per la messa a punto di tecnologie che per
applicazioni su macchine F.F.S. verticali. Ha una discreta barriera all'ossigeno, di circa 20 c.c. ASTM, un'ottima
yrasparenza e brillantezza ed un'elevata resistenza meccanica. Gli spessori più utilizzati vanno da 12 a 25 micron.

OPA CAST POLIAMMIDE
E' il film più utilizzato nelle termoformatrici per il confezionamento di formaggi salumi e prodotti alimentari in genere.
esistono alcuni tipi che oltre a termoformarsi, si restringono a caldo (Memoria)
rivestendo il prodotto in modo perfetto.
ha una buona barriera all'ossigeno , ma discreta all'umidità, in quanto igroscopico. Con l'aumento di umidità, infatti,
perde in parte le sue caratteristiche di barriera.

POLIETILENE
E' in assoluto la materia plastica più utilizzata nell'imballaggio.
ottenuto per polimerizzazione dell'etilene.
controllando il processo è possibile ottenere diversi tipi di polietilene.

BASSA DENSITA' LDPE
Ha una struttura compatta ,ottima saldabilità, bassissima barriera all'ossigeno.

ALTA DENSITA' HDPE
Ha un struttura più rigida, opaco, e con range di saldabilità ristretto.

LINEARE LLDPE
Ha una struttura lineare ,per un'ottima saldabilità e resistenza meccanica
superiore sia al PE che al HDPE